Cnr-Istituto di Scienze Marine

L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attività di ricerca fondamentale e applicata in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina.

L’obiettivo è contribuire allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica, allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste.

                               L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) svolge attività di

Ricerca Fondamentale e Applicata

in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina con l’obiettivo di contribuire sia allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica che allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste

VENEZIA

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MAREA

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Dati presto disponibili

Mostra di science-art “Esiste ancora un domani?”

Dal 07/05/2026 ore 19.00 al 24/05/2026 ore 18.00
Fondazione Il Canto di Virgilio – Via Santa Chiara, 10c, Napoli

Catalogo evento >>

A Napoli, nell’ambito del progetto del Comune Maggio dei Monumenti 2026, un percorso tra arte e scienza per riflettere sul delicato equilibrio tra l’ambiente marino ed il futuro di una città di mare.

Mostra con catalogo (ISBN 978-88-6157-332-1): a cura di Raffaele Loffredo 

Presentazione a cura del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli 

In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Istituto di Scienze del Mare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) , il GdL Outreach della Gaia Blu

Napoli è una città che nasce dal mare e nel mare riconosce la propria identità più profonda. Il suo sviluppo storico, culturale ed economico è inscindibilmente legato all’acqua: il porto, le rotte, la pesca, il paesaggio costiero hanno modellato nei secoli il carattere della città e il suo rapporto con il mondo. Ma il mare di Napoli non è solo orizzonte simbolico: è un organismo vivo, fragile e prezioso, da cui dipende l’equilibrio dell’ambiente e della vita stessa.

Esiste ancora un domani? si inserisce in questo contesto come una riflessione urgente sul rapporto tra la città e il suo mare

Allestita negli spazi della Fondazione il Canto di Virgilio, la mostra si presenta come un’esperienza che mette in relazione linguaggi diversi. Il progetto nasce infatti dall’incontro tra arte e ricerca scientifica: le opere esposte prendono forma a partire dai dati Multibeam Echosounder  raccolti nel  Golfo di Napoli nel 2025 dalla nave Oceanografica Gaia Blu del CNR  per studiare i suoi fondali,  trasformandoli in visioni poetiche.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso sei opere, realizzate con tecniche di stampa professionale e interventi pittorici. Le immagini, caratterizzate da una forte componente cromatica e da un’apparente astrazione, nascondono in realtà una matrice concreta: sono tracce reali dei fondali marini del Golfi di Napoli , rielaborate dall’artista in chiave visiva. Proprio questa ambiguità tra dato scientifico e interpretazione artistica diventa il cuore del progetto. Accanto alle opere  tre pannelli scientifico-divulgativi, che approfondiscono i temi delle recenti scoperte scientifiche avvenute nel Golfo di Napoli e dei suoi delicati equilibri ecologici, ed un filmato sulla nave Oceanografica Gaia Blu girato durante le operazioni di ricerca e monitoraggio.   Un apparato informativo che affianca alla suggestione artistica un contenuto scientifico accessibile, favorendo una fruizione inclusiva e consapevole.

Organizzato da:
Cnr-Ismar
GdL Outreach Gaia Blu, Accademia di Belle Arti di Napoli

Referente organizzativo:
Marina Iorio
Cnr-Ismar
marina.iorio@cnr.it

Modalità di accesso: ingresso libero

Vedi anche:

NERITES: il test pilota di Baia per la validazione sul campo di un sistema integrato per il monitoraggio del patrimonio culturale subacqueo

NERITES (Systematic autonomous remote surveying of underwater cultural heritage monuments and artefacts using non-destructive, cost-effective and transportable digital solutions) è un progetto di ricerca e innovazione finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon Europe (Grant Agreement No. 101132575), attivo dal gennaio 2024 al dicembre 2026, con un budget complessivo di circa 4 milioni di euro. Il progetto sviluppa un sistema integrato per il monitoraggio sistematico, remoto e non distruttivo del patrimonio culturale subacqueo (Underwater Cultural Heritage, UCH). L’obiettivo è rendere le attività di documentazione e conservazione più accurate, ripetibili ed economicamente sostenibili, riducendo al tempo stesso la necessità di interventi umani diretti sott’acqua.

Il sistema NERITES integra diverse tecnologie: un Autonomous Underwater Vehicle (AUV), sistemi avanzati di imaging e fotogrammetria, sensori LIBS (Laser-Induced Breakdown Spectroscopy) e QCL (Quantum Cascade Laser), strumenti per la pianificazione autonoma delle missioni e il posizionamento di precisione, una docking station e una boa di superficie per l’alimentazione e le comunicazioni, oltre a un Remote Monitoring and Command Centre (RMCC) a terra. I dati acquisiti vengono successivamente elaborati attraverso strumenti dedicati alla valutazione del degrado e al supporto delle attività di conservazione.

Il ruolo del CNR

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso CNR-ISMAR Sede di Napoli (Resp. Salvatore Passaro), contribuisce al progetto mettendo a disposizione competenze scientifiche e tecnologiche nel campo della geologia e geofisica marina, del rilievo ad alta risoluzione, della caratterizzazione ambientale e dell’applicazione delle tecniche geofisiche allo studio e alla tutela del patrimonio culturale subacqueo.

Questo contributo assume particolare rilevanza nel pilot italiano di Baia, dove la competenza scientifica del CNR si integra con le tecnologie sviluppate dagli altri partner NERITES. Il sito rappresenta infatti un contesto estremamente complesso nel quale le strutture archeologiche sono sottoposte contemporaneamente a processi naturali, dinamiche marine e pressioni antropiche.

Il pilot test della Villa dei Pisoni

La prima campagna pilota NERITES si è svolta dal 31 agosto al 5 settembre 2026 presso la Villa dei Pisoni, all’interno del Parco Archeologico Sommerso di Baia. La campagna ha costituito un passaggio fondamentale nello sviluppo del progetto, portando per la prima volta il sistema integrato NERITES dalla fase di laboratorio e di integrazione controllata alla verifica operativa in un reale sito archeologico sommerso.

La Villa dei Pisoni è particolarmente adatta a questo tipo di sperimentazione grazie alla presenza di mosaici, strutture murarie, aree colonnate e differenti materiali costruttivi, esposti a condizioni ambientali variabili e all’attività antropica. Il pilot è stato organizzato attorno a due principali casi d’uso: il monitoraggio del degrado fisico e biologico di mosaici e strutture murarie e la valutazione degli impatti antropici sul patrimonio archeologico. La campagna ha previsto inizialmente la definizione di una baseline, attraverso documentazione fotografica, fotogrammetria, registrazione 3D, misure di riferimento e campionamenti autorizzati. Parallelamente, presso il porto di Baia è stato assemblato e verificato il sistema tecnologico, comprendente AUV, docking station, boa di superficie e RMCC.

Dopo il dispiegamento in mare, sono state testate progressivamente la navigazione autonoma, la pianificazione delle missioni, il path tracking, l’evitamento degli ostacoli, il posizionamento di precisione e l’acquisizione di dati di imaging e 3D. Sono stati inoltre verificati sul campo i sensori LIBS e QCL e le procedure di gestione e preparazione dei dati per la successiva valutazione del degrado. Il 4 settembre il sistema integrato è stato utilizzato per l’esecuzione completa dei due casi d’uso. Le attività hanno combinato acquisizioni AUV, documentazione 3D, misure LIBS e QCL, dati CTD, campionamenti autorizzati e altre misure di riferimento. Dal Remote Monitoring and Command Centre gli utenti finali hanno potuto seguire le operazioni attraverso una visualizzazione sincronizzata di immagini, mappa della missione, telemetria, stato del sistema e dati preliminari. I dati e i risultati della campagna sono ora sottoposti a post-processing e saranno confrontati con le baseline archeologiche e ambientali e con gli indicatori di prestazione definiti dal progetto. Le esperienze maturate a Baia contribuiranno inoltre al perfezionamento del sistema in vista del secondo pilot NERITES a Fournoi, in Grecia, previsto per ottobre 2026.

Il pilot di Baia dimostra quindi concretamente la possibilità di integrare robotica subacquea, rilievo 3D, sensoristica avanzata, monitoraggio ambientale e controllo remoto in un’unica piattaforma operativa. NERITES punta così a trasformare il monitoraggio del patrimonio culturale sommerso da un’attività prevalentemente periodica e manuale in un processo più sistematico, quantitativo, non invasivo e potenzialmente predittivo, a supporto della conservazione a lungo termine dei siti archeologici sommersi.

altre informazioni: Salvatore.passaro@cnr.it

Press release >>

Next seminar

Giovedì 1 Ottobre 2026 ore 14:30 (CET) 

“Ocean reanalyses and their use in support of climate and ocean dynamics”

Speaker: Dr. Chunxue Yang, CNR-ISMAR, Roma

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