Cnr-Istituto di Scienze Marine

L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attività di ricerca fondamentale e applicata in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina.

L’obiettivo è contribuire allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica, allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste.

                               L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) svolge attività di

Ricerca Fondamentale e Applicata

in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina con l’obiettivo di contribuire sia allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica che allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste

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Laguna di Venezia: storie di ambienti, specie e tradizioni

Presentazione di cinque video sulla biodiversità lagunare realizzati da Laguna Project in collaborazione con CNR-ISMAR. 26 giugno 2026, ore 18.00, Biodiversity Gateway di Venezia.

Prosegue il ciclo di incontri “Voci e Pagine del Biodiversity Gateway” con un appuntamento dedicato alla Laguna di Venezia e alla sua biodiversità.
Venerdì 26 giugno 2026, alle ore 18.00, presso il Biodiversity Gateway di Venezia, verranno presentati cinque nuovi video divulgativi realizzati da Laguna Project in collaborazione con CNR-ISMAR, nell’ambito delle attività di produzione di contenuti digitali per il Biodiversity Gateway.
I video raccontano la laguna attraverso il suo mosaico di habitat, le specie e le attività umane che ne caratterizzano l’identità ecologica e culturale: dalle dinamiche degli ambienti lagunari alle migrazioni di uccelli e pesci, dalle pratiche di pesca tradizionale alla conservazione della nacchera di mare, fino al tema delle specie aliene e dei cambiamenti che interessano questo ecosistema complesso e dinamico.
Al termine delle proiezioni, gli autori dialogheranno con il pubblico raccontando il lavoro di ricerca, documentazione e produzione che ha portato alla realizzazione dei contenuti e approfondendo i temi scientifici affrontati nei diversi video.
La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite:
https://share.google/xNKWI1cMtd3WCubTQ.
Nel pomeriggio sono inoltre previste visite guidate al Biodiversity Gateway alle ore 15.00, 16.00 e 17.00 (prenotazione dedicata su Eventbrite:
https://share.google/o8VmYH2I9f3ArdDec).

Sede: Biodiversity Gateway, Complesso della Palazzina Canonica, Riva 7 Martiri, 1364/A, Venice
Contato: Elisabetta Russo
Email: elisabetta.russo@cnr.it

Quando la scienza diventa arte: i drifters soggetto della installazione artistica “i vagabondi”

Quando la scienza diventa arte: i “vagabondi”, installazione di Fabrizio Bellomo basata su alcuni particolari drifters utilizzati dai ricercatori di CNR-ISMAR, CNR-IFC e INGV per studiare le rotte percorse dalla plastica nei mari.

Nata da Aktè – Laboratorio del mare, progetto curato da Spazi Fotografici di cui ISMAR è collaboratore, e presentata ufficialmente domenica 9 Agosto al CAMeC Centro di Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, questa mostra fotografica ha trasformato i dispositivi utilizzati da anni dai ricercatori ISMAR, INGV e CNR-IFC per tracciare le rotte dei rifiuti in uiscita dai fiumi, quali Arno, Tevere e Magra. L’artista, Fabrizio Bellomo, li ha trasformati in grandi immagini fotografiche 6 metri per 2, ingigantendoli e portandoli fuori dai laboratori per inserirli nello spazio pubblico. Un cambio di scala che trasforma oggetti scientifici in presenze capaci di attirare lo sguardo e accendere una riflessione sull’inquinamento marino.

A raccontare il progetto durante la presentazione al CAMeC, le ricercatrici Silvia Merlino del CNR-ISMAR e Marina Locritani dell’INGV, Tra i protagonisti della ricerca anche Marco Paterni del CNR-IFC di Pisa.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, presenziando alla inaugurazione della mostra, ha evidenziato come il progetto riesca a mettere in dialogo arte, scienza e sensibilizzazione ambientale, portando all’attenzione del pubblico il lavoro degli istituti di ricerca e le conseguenze della dispersione dei rifiuti in mare. I “Vagabondi” diventano così una sorta di cassa di risonanza per la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, un richiamo a un’urgenza sempre più evidente: la salute del mare.

L’installazione resterà visibile nelle strade della Spezia fino al 7 Settembre 2026.

Per info:

Silvia Merlino
silvia.merlino@cnr.it

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