Cnr-Istituto di Scienze Marine

L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attività di ricerca fondamentale e applicata in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina.

L’obiettivo è contribuire allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica, allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste.

                               L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) svolge attività di

Ricerca Fondamentale e Applicata

in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina con l’obiettivo di contribuire sia allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica che allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste

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SCIENZIATE – Storie, ricerca, futuro

700 ragazze e ragazzi in dialogo con le scienziate del nostro tempo, per celebrare l’11 febbraio Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

La mattina dell’11 febbraio 2026 – Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza – circa 700 studentesse e studenti di Istituti scolastici ed Enti di formazione professionale, aderenti alla Rete ECCO! Educazione Comunicazione Cultura per le Pari Opportunità di genere della Città metropolitana di Bologna, hanno dialogato online con 24 scienziate degli Istituti di ricerca del territorio metropolitano e nazionale, nella prima edizione dell’evento SCIENZIATE – Storie, ricerca, futuro.
Ognuna delle 32 classi prenotate ha incontrato online una diversa scienziata che ha raccontato il proprio percorso di vita e di lavoro e le attività di ricerca svolte, e ha risposto alle domande di ragazze e ragazzi.
Tantissimi i settori di ricerca rappresentati: dalla geologia marina all’astrofisica, dall’arboricoltura alla chimica, dalla genetica al magnetismo, senza dimenticare il tema della divulgazione scientifica.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Città metropolitana, Associazione Donne e Scienza, CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e Proambiente.
E’ finalizzata a contrastare stereotipi di genere nelle discipline STEM, a offrire modelli positivi e accessibili alle nuove generazioni, a stimolare interesse, curiosità e consapevolezza verso i percorsi scientifici e a far comprendere il ruolo della scienza per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente, della società e delle comunità di vita.

Hanno partecipato gli Istituti scolastici Aldrovandi-Rubbiani, Belluzzi-Fioravanti, Caduti della Direttissima, Fermi, Keynes, Luxemburg, Majorana, Malpighi, Paolini-Cassiano da Imola, Righi, Sabin, Serpieri, Veronelli e l’Ente di formazione Cefal.

Questi gli Istituti di ricerca di appartenenza delle scienziate: CNR-Area Territoriale di Ricerca Bologna; CNR-IBF Istituto di biofisica; CNR-IGM Istituto di genetica molecolare; CNR-IMEM Istituto dei materiali per l’elettronica e il magnetismo; CNR-ISAC Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima; CNR-ISMAR Istituto di scienze marine; CNR-ISOF Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività; INAF-IRA Istituto di Radioastronomia; INAF-OAS Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio; Proambiente.

Numerose le ricercatrici di CNR-ISMAR presenti all’evento:

Francesca Alvisi (CNR-ISMAR), Geologia marina
Valentina Ferrante (CNR-ISMAR), Geologia marina, Geologia strutturale e Geofisica
Silvia Giuliani (CNR-ISMAR), Processi ambientali e impatti antropici in aree costiere
Filomena Loreto (CNR-ISMAR), Geologia e Geofisica Marina
Mariangela Ravaioli (CNR-ISMAR, D.S), Studio del Mare e della Biogeochimica marina
Stefania Romano (CNR-ISMAR), Processi sedimentari in ambienti acquatici tramite traccianti geochimici

Scarica qui la locandina dell’evento, che riporta l’elenco completo delle ricercatrici e le tematiche approfondite con le classi.

Al via la campagna oceanografica “Ifigenia”

Lo studio dei fondali del Tirreno per comprendere la storia della Terra

Dal 9 al 23 agosto la nave oceanografica del Consiglio nazionale delle ricerche “Gaia Blu” è impegnata in una nuova missione: esplorare la relazione tra geodiversità e biodiversità marina, e studiare morfologia, tettonica e magmatismo del Mar Tirreno per ricostruirne la “storia geologica”.

Sono questi gli obiettivi della campagna “Ifigenia”, condotta dal Cnr con l’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar) e l’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Cnr-Igag) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Proambiente, Atlantic Technological University (ATU, Irlanda) e la Sapienza Università di Roma.

L’area di studio della campagna si trova tra due rilievi sottomarini, Tiberino e Albano, situati nella parte centro-settentrionale del Mar Tirreno. Non è la prima volta che “Gaia Blu” si concentra sull’esplorazione dei fondali: l’innovativa strumentazione di bordo, infatti, permette di acquisire dati utili ad analizzare la loro geologia e geomorfologia, fare osservazioni paleoclimatiche confrontando osservazioni ambientali del passato con quello attuale, oltre che esaminare le comunità marine bentoniche e planctoniche. In questa campagna, in particolare, l’obiettivo è indagare la storia geologica dell’area così da comprendere la relazione tra diversità geologica e biologica di un settore di Mar Tirreno che ad oggi è ancora scarsamente conosciuto.

La particolare conformazione geografica dei fondali del Tirreno è dovuta alla sua complessa evoluzione geologica nel corso di milioni di anni di collisione tra Africa ed Europa: noi la indagheremo attraverso rilievi geofisici, geologici e biologici”, spiega Camilla Palmiotto, ricercatrice del Cnr-Ismar di Bologna a capo della spedizione. “Durante la prima settimana, le attività si concentreranno sull’acquisizione di dati geofisici utilizzando strumenti avanzati come il multibeam -un ecoscandaglio che consente di mappare tridimensionalmente il fondale marino- un magnetometro per misurare le anomalie magnetiche delle rocce del fondale, e segnali chirp per ottenere profili sismici ad altissima riflessione ai fini di ricostruire la geologia al di sotto del fondale marino. Nella seconda fase, i ricercatori raccoglieranno campioni geologici e biologici: utilizzeremo box-corer e carotiere a gravità per prelevare i sedimenti superficiali del fondale marino e studiare le comunità bentoniche e planctoniche che popolano il sedimento, determinando la relazione tra la diversità geologica e biologica; mentre con larosetta potremo campionare e misurare i vari parametri chimico-fisici (come pH, temperatura, salinità, ecc.) lungo la colonna d’acqua”.

Le operazioni di raccolta dati proseguiranno anche durante le ore notturne, ottimizzando così l’uso della nave 24 ore al giorno.

Particolare attenzione verrà dedicata anche ad attività di divulgazione scientifica. Mercoledì 21 agosto alle 11 sarà organizzato un collegamento live nell’ambito della mostra “TERRA! Un’oasi nell’universo”, ospitata alla Fiera di Rimini dal 20 al 25 agosto in occasione del Rimini Meeting 2024:  un’occasione per far conoscere al vasto pubblico la nave Gaia Blu, le attività scientifiche e la vita a bordo con Lucilla Capotondi, prima ricercatrice del Cnr-Ismar, che terrà la conferenza divulgativa “Esplorare l’oceano per leggere la storia della Terra”.

Per informazioni:
Camilla Palmiotto
Cnr-Ismar
camilla.palmiotto@bo.ismar.cnr.it
02/66173-244-457

Ufficio stampa:
Francesca Gorini
Ufficio stampa Cnr
francesca.gorini@cnr.it

Responsabile Unità Ufficio stampa:
Emanuele Guerrini
emanuele.guerrini@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383

Vedi anche:

Next seminar

13 febbraio – ore: 14:00

Valentina Alice Bracchi, University of Milano-Bicocca (Milan, Italy)
Valentina Grande, CNR-ISMAR (Bologna Section, Italy)
Sara Innangi CNR-ISMAR (Napoli Section, Italy)

“The Seafloor Tells a Story: Discoveries from the CORSUB Project“

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ABSTRACT:
The CORSUB Project “To the CORe of the SUBstrate: inception and development of Mediterranean algal reefs” (PRIN-2022) investigated the morphology and origin of subcircular to polygonal features on a mesophotic seabed offshore Cape Licosa (Tyrrhenian Sea, 75-85 m depth). By integrating multibeam, backscatter, side-scan sonar, chirp profiling and ROV observations, we identified numerous discrete structures on a Miocene flysch seafloor covered by thin Holocene sediments, in an area where deep rhodolith beds, coralligenous and oyster reefs are found. The morphometric analysis revealed a predominant NE–SE orientation and a characteristic “beehive-like” seabed texture, only partially associate to the seafloor substrate- type. Evidence suggests these features result from differential erosion of the Miocene rocky substrate during the Last Glacial Maximum, later modified by Holocene sediment dynamics. These structures provide actually heterogeneous substrates that enhance the colonization by high-interest benthic habitats. CORSUB demonstrated how paleo-topographic inheritance and sedimentary processes influence the complexity of the mesophotic seafloor.

Flyer 

Attestato di partecipazione:
richiederlo in chat a inizio seminario. L’attestato viene rilasciato a chi rimane in sala per l’intero seminario

“Partecipando a questo incontro, accetti che lo stesso venga registrato e reso disponibile. Dalla registrazione verranno eliminati lista dei partecipanti e chat”
Ricordiamo a tutti di tenere spento il proprio microfono. Accenderlo solo in caso di intervento.

“By accessing this meeting you acknowledge that it will be recorded and made available. Chat and participant list will not be recorded.”
We ask everybody to mute their microphone, unless intervening. Please write your questions in the chat