Cnr-Istituto di Scienze Marine

L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attività di ricerca fondamentale e applicata in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina.

L’obiettivo è contribuire allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica, allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste.

                               L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) svolge attività di

Ricerca Fondamentale e Applicata

in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina con l’obiettivo di contribuire sia allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica che allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste

VENEZIA

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Dati presto disponibili

Workshop sul ripristino di habitat bentonici – LIFE MAPPER

11 Decembre 2025 h 14.00-18.00; 12 Decembre 2025 h 9.00-13.00

CNR Conference Centre, via Gobetti 101, 40128 Bologna, Italy

Hosted by: CNR-ISMAR, UNINA

Remote connection day 1: Restoration Workshop – Day 1 | Partecipazione alla riunione | Microsoft Teams

Remote connection day 2: Restoration Workshop – Day 2 | Partecipazione alla riunione | Microsoft Teams

Questo workshop è organizzato nell’ambito del progetto LIFE MAPPER (https://www.life-mapper.eu/) ed è pensato per creare un ponte essenziale tra i principali attori impegnati nella restoration. Decisori politici, comunità scientifica, giovani ricercatori, stakeholder rilevanti e aziende private sono invitati a partecipare a questo importante incontro dedicato al tema del ripristino degli ambienti marini.

LIFE-MAPPER consolida conoscenze, metodologie e buone pratiche per la mappatura, la conservazione e la restoration degli habitat marini nei mari dell’UE. Il progetto rafforza la pianificazione dello spazio marittimo, migliora i processi decisionali e colma lacune critiche di conoscenza per salvaguardare la biodiversità marina europea. LIFE-MAPPER integra dati frammentati in un manuale digitale e in una Knowledge Platform dinamica, che offre contenuti consultabili, dataset e un GeoPortal per servizi di mappatura.

Cosa stiamo facendo?

  • Sviluppo di linee guida chiare e strumenti per mappare gli habitat marini con precisione.
  • Valutazione della qualità, connettività e stato di salute degli habitat per una migliore protezione.
  • Definizione di buone pratiche per ripristinare gli ecosistemi e salvaguardare le specie marine.
  • Individuazione di aree prioritarie per massimizzare i benefici ecologici e l’efficienza degli interventi.
  • Creazione di un hub con dati, risorse e strumenti a disposizione degli stakeholder.
  • Supporto agli Stati membri attraverso linee guida, competenze e collaborazioni.

Ambiente: ENEA con CNR per studiare il Mar Ligure

Maristella Berta del Cnr-Ismar. “La combinazione tra dati del sistema radar e osservazioni della superficie del mare, raccolte dai satelliti della rete Copernicus, ha reso possibile pianificare da remoto l’attività sul campo sulla base dell’individuazione preliminare delle zone frontali da raggiungere con l’imbarcazione dove campionare le proprietà marine fino in profondità”.

Studiare le dinamiche e le proprietà biochimiche delle correnti nel Mar Ligure per comprenderne l’impatto su ambiente e attività economiche. È questo l’obiettivo principale dell’esperimento scientifico AMBO condotto nell’ambito progetto JERICO S3 e finanziato dal programma UE H2020.

Nato dalla collaborazione tra ENEA e Cnr-Ismar (coordinatore del progetto), insieme ai francesi del Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) e della società Alseamar, l’esperimento si basa su dati oceanografici fisici e biogeochimici raccolti da un’imbarcazione del Centro ENEA di Santa Teresa (La Spezia) al largo delle Cinque Terre, un’area già monitorata da una rete di dispositivi preesistenti, come i radar ad alta frequenza per misurare le correnti superficiali e l’osservatorio sottomarino multidisciplinare Labmare posizionato a circa 600 m di profondità.

Per completare la visione tridimensionale del mare sono stati impiegati altri strumenti complementari tra loro, tra cui un glider, una sonda CTD, un Ferrybox e una serie di drifter, che hanno permesso di monitorare le correnti e la componente biogeochimica sia in superficie che in profondità. I ricercatori stanno completando l’analisi dei dati provenienti da questi diversi strumenti e alla fine i risultati saranno condivisi con gli amministratori locali, i gestori delle aree marine protette e gli operatori attivi nella pesca, acquacoltura e turismo. “L’esperimento è stato particolarmente interessante perché ci ha permesso letteralmente di ‘seguire’ in tempo reale nell’arco di 15 giorni le correnti e le proprietà biogeochimiche in quest’area del Mar Ligure, una zona molto dinamica dal punto di vista oceanografico”, sottolinea Tiziana Ciuffardi del Laboratorio ENEA di Biodiversità e Servizi Ecosistemici.

“Queste correnti – prosegue – generano anche dei vortici di diametro variabile da centinaia di metri ad alcuni chilometri, che si possono muovere in senso orario o antiorario”.

Durante l’esperimento è stata intercettata un’area superficiale ad alta concentrazione di clorofilla in corrispondenza di una zona frontale, ovvero l’interfaccia tra due masse d’acqua con proprietà fisiche distinte. “Abbiamo osservato un fronte, che tipicamente è caratterizzato da un sistema di correnti verticali localizzato, che permette l’apporto di nutrienti profondi verso gli strati marini dove penetra la luce solare e induce la proliferazione biologica”, aggiunge Ciuffardi.

I tecnici francesi di Cnrs e Alseamar hanno raccolto con il glider dati ad altissima risoluzione spazio-temporale e proprietà biogeochimiche, quali temperatura, salinità, velocità delle correnti, ossigeno, clorofilla e torbidità. Nel corso di questo monitoraggio il glider ha percorso in continuo per due settimane una linea ideale dalla costa al mare aperto, e ritorno, spaziando dalla superficie fino a 500 metri di profondità.

Per potenziare le osservazioni della superficie del mare, il CNR-ISMAR ha coordinato il lancio di 32 drifter biodegradabili e monitorato la loro posizione nel tempo mediante un sistema di rilevamento satellitare GPS (Global Position System). Uno dei risultati del progetto, già visibile in tempo reale durante l’esperimento, è stato quello di aver tracciato la deriva dei drifter ad opera delle correnti marine per portare alla luce la dinamica a scale locali (poche centinaia di metri) fino alle scale di bacino (centinaia di chilometri). La deriva dei drifter può essere assimilata al trasporto passivo in mare di un inquinante oppure di un corpo solido, quali larve di pesce o alghe, ad esempio, evidenziando così la potenziale connessione anche dal punto di vista biochimico di aree geograficamente remote tra loro. Le osservazioni drifter raccolte hanno infatti coperto gran parte del Mediterraneo Nord-Occidentale, partendo dalla Liguria, attraversando le acque francesi e spingendosi fino alle isole Baleari, in Spagna.

Next seminar

26 gennaio – ore: 15:00
Prof. Letterio Guglielmo (Universita’ di Messina – CONISMA)
“Ecologia dello zooplancton nel Mediterraneo e in Antartide:
Overview delle attività svolte”
Flyer – 

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Attestato di partecipazione:
richiederlo in chat a inizio seminario. L’attestato viene rilasciato a chi rimane in sala per l’intero seminario

“Partecipando a questo incontro, accetti che lo stesso venga registrato e reso disponibile. Dalla registrazione verranno eliminati lista dei partecipanti e chat”
Ricordiamo a tutti di tenere spento il proprio microfono. Accenderlo solo in caso di intervento.

“By accessing this meeting you acknowledge that it will be recorded and made available. Chat and participant list will not be recorded.”
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