Cnr-Istituto di Scienze Marine

L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attività di ricerca fondamentale e applicata in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina.

L’obiettivo è contribuire allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica, allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste.

                               L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) svolge attività di

Ricerca Fondamentale e Applicata

in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina con l’obiettivo di contribuire sia allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica che allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste

VENEZIA

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Dati presto disponibili

Dal fondo del mare all’esperienza artistica.

Il contributo di CNR-ISMAR alla fiaba ecologica napoletana.

Napoli 15-22 dicembre

Una fiaba ecologica napoletana: vita e morte di Nicola Pesce” è il titolo dell’installazione intermediale prodotta dall’Accademia di Belle Arti di Napoli in occasione del Napoli Fringe Festival 2025, in cui emergono le opere di Marina Iorio, Primo Ricercatore del CNR-ISMAR, capaci di trasformare la ricerca scientifica in forme artistiche di forte impatto emotivo e in visioni immersive. Le sue opere di science art nascono dai dati reali dei fondali marini, acquisiti attraverso le tecniche del Multibeam Echo Sounder (MBES), e danno vita a paesaggi sommersi fedeli alla realtà che, attraverso forme astratte e immaginifiche, raccontano la bellezza fragile del mare e il suo delicato equilibrio con l’uomo. In questo dialogo tra arte e scienza, la conoscenza diventa esperienza condivisa: emozione e bellezza aprono nuove strade di accesso ai dati scientifici, rendendoli accessibili e percepibili anche a un pubblico non specialistico. La partecipazione del CNR-ISMAR arricchisce l’installazione con contenuti scientifico-divulgativi, pensati per sensibilizzare i visitatori sull’immenso valore degli oceani, sulle conseguenze dello sfruttamento ambientale e sui rischi ecologici che incidono direttamente sulla salute dell’uomo.

L’installazione è visitabile presso la Fondazione Foqus – Via Portacarrese a Montecalvario, 69, Napoli – dal 15 al 22 dicembre, dalle ore 10.30 alle 19.30 | Ingresso libero Istituzioni coinvolte CNR-ISMAR con Marina Iorio e Angela Pomaro; CNR-ISPF con Rosario Diana; Accademia di Belle Arti di Napoli con Nera Prota, Rebecca Carlizzi, Gennaro Vallifuoco, Alessandro Papa, Gabriele D’Italia.

Nuove specie di Polyplacophora: i nomi dedicati alla Gaia Blu (nave del CNR) ed alla collega Elisabetta Campiani

Marco Taviani (CNR-Ismar) tra gli autori dell’articolo comparso a giugno 2026 su Zootaxa con la dedica.

Bruno Dell’angelo, Maurizio Sosso, Marco Taviani
Polyplacophora from the southwestern Adriatic Sea, with the description of three new species
June 2026, Zootaxa 5821(3):361-386, DOI: 10.11646/zootaxa.5821.3.3

Abstract
The examination of chitons (Polyplacophora) associated with sandy bioclastic sediments collected in the southwestern Adriatic Sea (Mediterranean Basin) revealed the presence of three previously undescribed species: Leptochiton elisabettae sp. nov., L. gaiae sp. nov., and Ischnochiton falkori sp. nov. The latter two species preserve dried soft parts, allowing preliminary anatomical observations, particularly of the girdle. In addition, the studied sediments yielded valves of rare and recently described taxa (Leptochiton antondhorni, L. salicensis and Ischnochiton sigwartae), enabling refinement of their shell morphological characters. Notably, some species identified in these submerged deposits known only from disarticulated valves (L. salicensis and I. sigwartae) had been previously recorded exclusively from onshore Pleistocene deposits of Italy. Their presence in the Recent Mediterranean fauna remains unconfirmed and has so far been interpreted as representing palimpsest late Pleistocene fossils within this basin. The Polyplacophoran fauna of the Mediterranean basin presently comprises approximately 50 species, including a few taxa known only from putative last-glacial fossil records. It is foreseeable that this number will increase further, owing to more in-depth investigation of previously poorly explored habitats, not only in deep-sea environments, and to the increasingly widespread use of molecular techniques.

Next seminar

Giovedì 11 giugno ore 14:30

Navigating the complexity of the Lagoon of Venice through environmental humanities

Speaker: Elisa Zanoni (CNR-ISMAR)

Flyer 

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“By accessing this meeting you acknowledge that it will be recorded and made available. Chat and participant list will not be recorded.”
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