Cnr-Istituto di Scienze Marine

L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attività di ricerca fondamentale e applicata in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina.

L’obiettivo è contribuire allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica, allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste.

                               L’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) svolge attività di

Ricerca Fondamentale e Applicata

in oceanografia fisica, chimica e biologica e in geologia marina con l’obiettivo di contribuire sia allo studio dei processi oceanici e della variabilità climatica che allo sviluppo di sistemi/servizi per l’osservazione, la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente marino e delle coste

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Un altro mondo è possibile. Tre miliardi e mezzo di vita senza luce

venerdì 27 febbraio ore 17,00

CNR AtdR Bologna – Biblioteca Dario Nobili in via Gobetti 101

Nell’ambito della rassegna Slow Science

Relatore:
Marco TAVIANI (CNR-ISMAR)

Per gran parte della storia della Terra la vita è esistita senza energia solare.

Prima della fotosintesi, le prime forme viventi, 3,5 miliardi di anni fa, ottenevano energia tramite chemiosintesi, non dalla luce ma da reazioni chimiche tra acqua, rocce e composti come idrogeno e zolfo.

Questa vita oscura esiste ancora oggi in fondali, rocce profonde e persino dentro di noi, nel microbiota umano.

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Nuove specie di Polyplacophora: i nomi dedicati alla Gaia Blu (nave del CNR) ed alla collega Elisabetta Campiani

Marco Taviani (CNR-Ismar) tra gli autori dell’articolo comparso a giugno 2026 su Zootaxa con la dedica.

Bruno Dell’angelo, Maurizio Sosso, Marco Taviani
Polyplacophora from the southwestern Adriatic Sea, with the description of three new species
June 2026, Zootaxa 5821(3):361-386, DOI: 10.11646/zootaxa.5821.3.3

Abstract
The examination of chitons (Polyplacophora) associated with sandy bioclastic sediments collected in the southwestern Adriatic Sea (Mediterranean Basin) revealed the presence of three previously undescribed species: Leptochiton elisabettae sp. nov., L. gaiae sp. nov., and Ischnochiton falkori sp. nov. The latter two species preserve dried soft parts, allowing preliminary anatomical observations, particularly of the girdle. In addition, the studied sediments yielded valves of rare and recently described taxa (Leptochiton antondhorni, L. salicensis and Ischnochiton sigwartae), enabling refinement of their shell morphological characters. Notably, some species identified in these submerged deposits known only from disarticulated valves (L. salicensis and I. sigwartae) had been previously recorded exclusively from onshore Pleistocene deposits of Italy. Their presence in the Recent Mediterranean fauna remains unconfirmed and has so far been interpreted as representing palimpsest late Pleistocene fossils within this basin. The Polyplacophoran fauna of the Mediterranean basin presently comprises approximately 50 species, including a few taxa known only from putative last-glacial fossil records. It is foreseeable that this number will increase further, owing to more in-depth investigation of previously poorly explored habitats, not only in deep-sea environments, and to the increasingly widespread use of molecular techniques.

Next seminar

Giovedì 11 giugno ore 14:30

Navigating the complexity of the Lagoon of Venice through environmental humanities

Speaker: Elisa Zanoni (CNR-ISMAR)

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