La Seyne-sur-Mer (Francia), 14 luglio 2026 – Si è conclusa oggi nel porto di La Seyne-sur-Mer, sulla costa mediterranea francese, la campagna oceanografica MOOSE-GE2026 svolta a bordo della nave da ricerca Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
La missione, realizzata dal 7 al 14 luglio 2026 nel Mediterraneo nord-occidentale, rientra nel programma MOOSE (Mediterranean Ocean Observing System for the Environment), finanziato da CRS-INSU e integrato nell’infrastruttura di ricerca francese ILICO. Attiva con cadenza annuale dal 2010, la campagna MOOSE-GE ha l’obiettivo di documentare lo stato del Mediterraneo nord-occidentale attraverso la mappatura delle principali masse d’acqua, il monitoraggio delle variazioni idrografiche e biogeochimiche a lungo termine e la manutenzione di osservatori oceanici permanenti quali ANTARES e DYFAMED (EMSO).
L’edizione 2026 è stata condotta congiuntamente al progetto europeo GEORGE (Horizon Europe, Grant Agreement n. 101094716). L’accesso alla nave è stato reso possibile grazie alla Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP) (Grant Agreement n. 101086379), di cui il CNR è partner affiliato nell’ambito del programma di accesso transnazionale alle infrastrutture di ricerca (Transnational Access)
Durante la campagna sono state completate con successo 27 stazioni CTD e 23 campionamenti mediante reti per zooplancton. Nel corso delle stazioni oceanografiche, le bottiglie Niskin sono state utilizzate per raccogliere campioni d’acqua destinati all’analisi a bordo di ossigeno disciolto (DO), pH, clorofilla a totale (TCh a) e ammonio (NH₄), mentre ulteriori campioni sono stati conservati per analisi di laboratorio relative ad alcalinità totale (TA), carbonio inorganico disciolto (DIC), nutrienti e carbonio organico disciolto (DOC).
La rosetta CTD era inoltre equipaggiata con un sistema ADCP (Acoustic Doppler Current Profiler) e con una telecamera di imaging UVP, che hanno consentito rispettivamente la misura diretta delle correnti marine e la quantificazione dell’abbondanza di particelle e dell’abbondanza di specie zooplanctoniche di dimensioni superiori a 60 micrometri.
Nell’ambito delle attività dimostrative del progetto GEORGE, è stato installato a bordo un sistema General Oceanics (GO) per la misura della pCO₂ superficiale, integrando il tradizionale sistema FerryBox già presente sulla nave per la misura di TSO₂ e pH (4H-JENA). L’insieme di queste osservazioni fornisce le variabili chiave necessarie alla ricostruzione del sistema carbonatico marino e alla validazione di nuovi sensori autonomi sviluppati dal progetto GEORGE.
Nel corso della missione sono stati impiegati diversi sistemi osservativi autonomi, tra cui una Sailbuoy equipaggiata con il sistema CAPASOS, float Argo dotati di sensori di pH e glider SeaExplorer equipaggiati con sensori di pH e pCO₂. La campagna ha inoltre consentito il rilascio con successo di tre float Argo e la realizzazione di un punto d’incontro (rendez-vous) tra la nave e la Sailbuoy lungo la rotta tra Marsiglia e Minorca, permettendo il confronto diretto tra le misure effettuate dalle piattaforme autonome e quelle di riferimento raccolte a bordo della Gaia Blu.
I dati acquisiti contribuiranno a migliorare la comprensione dei processi fisici, biogeochimici ed ecosistemici del Mediterraneo nord-occidentale e a rafforzare le capacità di osservazione a lungo termine necessarie per monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ambiente marino.
Per ulteriori informazioni: Dr. Laurent Coppola (laurent.coppola@imev-mer.fr)