Quando la scienza diventa arte: i drifters soggetto della installazione artistica “i vagabondi”

Quando la scienza diventa arte: i “vagabondi”, installazione di Fabrizio Bellomo basata su alcuni particolari drifters utilizzati dai ricercatori di CNR-ISMAR, CNR-IFC e INGV per studiare le rotte percorse dalla plastica nei mari.

Nata da Aktè – Laboratorio del mare, progetto curato da Spazi Fotografici di cui ISMAR è collaboratore, e presentata ufficialmente domenica 9 Agosto al CAMeC Centro di Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, questa mostra fotografica ha trasformato i dispositivi utilizzati da anni dai ricercatori ISMAR, INGV e CNR-IFC per tracciare le rotte dei rifiuti in uiscita dai fiumi, quali Arno, Tevere e Magra. L’artista, Fabrizio Bellomo, li ha trasformati in grandi immagini fotografiche 6 metri per 2, ingigantendoli e portandoli fuori dai laboratori per inserirli nello spazio pubblico. Un cambio di scala che trasforma oggetti scientifici in presenze capaci di attirare lo sguardo e accendere una riflessione sull’inquinamento marino.

A raccontare il progetto durante la presentazione al CAMeC, le ricercatrici Silvia Merlino del CNR-ISMAR e Marina Locritani dell’INGV, Tra i protagonisti della ricerca anche Marco Paterni del CNR-IFC di Pisa.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, presenziando alla inaugurazione della mostra, ha evidenziato come il progetto riesca a mettere in dialogo arte, scienza e sensibilizzazione ambientale, portando all’attenzione del pubblico il lavoro degli istituti di ricerca e le conseguenze della dispersione dei rifiuti in mare. I “Vagabondi” diventano così una sorta di cassa di risonanza per la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, un richiamo a un’urgenza sempre più evidente: la salute del mare.

L’installazione resterà visibile nelle strade della Spezia fino al 7 Settembre 2026.

Per info:

Silvia Merlino
silvia.merlino@cnr.it