Immagini radar SAR per identificare i rifiuti di plastica in mare.

Pubblicati su Remote Sensing of Environment i risultati di due esperimenti condotti per valutare la capacità dei dati SAR in banda X ad alta risoluzione di identificare i rifiuti di plastica negli ambienti acquatici.

Il telerilevamento satellitare dell’inquinamento marino da rifiuti di plastica è attualmente in una fase iniziale, e sono stati condotti solo pochi esperimenti incentrati principalmente sull’ applicazione di dati ottici e nell’infrarosso termico (riassunti in Karakus et al. 2023 e Kako et al. 2026). Al contrario, le potenzialità delle immagini satellitari acquisite dai sensori a radar ad apertura sintetica (SAR, Sintetic Aperture Radar), ovvero nella regione delle microonde dello spettro elettromagnetico, non sono ancora state, fino ad oggi, pienamente esplorate, sebbene esse presentino il notevole vantaggio di poter essere acquisite sia di giorno che di notte e in quasi tutte le condizioni meteorologiche.

L’ esperimento condotto da INGV, CNR-ISMAR ed Università la Sapienza, svoltosi in parte nelle acque del Golfo di La Spezia prospicenti la sede ISMAR di Lerici, ha visto i ricercatori impegnati dapprima nel ricreare la forma e dimensione di accumuli precedentemente individuati in diverse zone di oceaniche, e quindi acquisire le immagini radar durante i sorvoli di diversi satelliti delle missioni Cosmo-SkyMed e ICEYE.

La disponibilità di dati multipli a polarizzazione singola e doppia ha permesso di valutare in che modo la risoluzione spaziale, la geometria di osservazione e la polarizzazione influiscono sull’identificazione della plastica.

L’elaborazione dei dati acquisiti mostra che l’isola di plastica presenta una firma radar diversa dall’acqua circostante, con valori di intensità leggermente più elevati, confermando l’efficacia dei dati SAR in banda X ad alta risoluzione nel rilevare chiazze di plastica galleggianti di dimensioni significative.

Si tratta dei primi risultati pubblicati in questo settore. Prima di tale esperimento, infatti, solo pochi studi avevano utilizzato immagini SAR per il rilevamento dei rifiuti di plastica in ambienti lacustri o fluviali, o conducendo esperimenti in vasca (Simpson et al., 2022, 2023; De Fockert et al., 2024; Nunziata et al., 2026).

L’esperimento, realizzato all’interno del progetto SPACE IT UP con INGV come capofila, apre la strada a nuovi esperimenti e nuove prospettive di indagini satellitari in banda Radar, anche grazie al nuovo progetto PLASTISAT finanziato dal MIUR all’interno del programma PRORIS, di cui ISMAR-CNR è partner.

La figura mostra, a sinistra, una porzione dell’isola di plastica realizzata nell’ambito dell’esperimento condotto nel Golfo di La Spezia. A destra è riportata un’immagine di intensità radar in polarizzazione VV acquisita dalla missione ICEYE il 21 aprile 2025. In particolare, il riquadro rosso individua l’area contenente le plastiche, che risultano chiaramente visibili nell’immagine come una striscia di pixel caratterizzata da valori di intensità più alti rispetto all’acqua circostante. I riquadri blu e verde, invece, identificano aree contenenti esclusivamente acqua, le quali appaiono più scure poiché, in condizioni di mare relativamente calmo, la superficie dell’acqua riflette il segnale radar prevalentemente in direzione speculare, determinando quindi valori più bassi di intensità (Anconitano et al., 2026).