Sistemi costieri

Ecoidrologia degli ambienti di transizione

In base alla Direttiva Acque della Comunità Europea (WFD, 2000/60 EC), la determinazione dello stato di qualità degli ambienti di transizione (estuari, lagune, prima fascia costiera), si basa principalmente sulla analisi delle comunità biologiche (benthos e plankton). Struttura e composizione delle biocenosi sono però fortemente influenzate dalle forzanti idrogeologiche ambientali, in particolare dall’idrodinamica che genera i gradienti terra-mare ed incide quindi direttamente sulla biodiversità. Lo studio dei rapporti tra determinanti abiotiche e comunità biologiche può permettere di sottrarre i segnali di variazione naturale dai segnali di disturbo antropico, ed è quindi importante per la scienza della bioindicazione. Lo studio del biota in relazione alle forzanti idrogeologiche prende il nome di ecoidrologia.

Questo recente approccio si sviluppa attraverso differenti scale spaziali e temporali e richiede la trasversalità tra discipline quali l’ecologia, l’idrologia e la sedimentologia. La ricerca è supportata da misure in campo, per l’acquisizione di informazioni sulla circolazione idrica, sul trasporto di materia e sui flussi di sostanze. L’interpretazione dei dati si avvale di strumenti GIS per la produzione di scenari spazialmente espliciti. La modellistica, sia concettuale che numerica, viene infine utilizzata per integrare le misure e stimare parametri non direttamente misurabili (come i tempi di residenza e il confinamento), realizzando il collegamento fra le varie discipline per lo studio di sistemi complessi.

 

 

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Nell'immagine a destra

Il tempo di ricambio dell'acqua marina è uno dei principali fattori che influenzano la distribuzione delle comunità biologiche. In un transetto dal mare verso terra la divergenza dalle condizioni marine viene tollerata da un sempre minore numero di  specie.

In questa immagine il tempo di residenza (TdR) è restituito graficamente sull'asse verticale. Le zone con alti TdR vengono rappresentate come vette montuose sulle quali possono sopravvivere poche e  ben adattate specie. Al contrario le zone ad alto ricambio (prossime alle bocche di porto) sono rappresentate come verdi vallate che ospitano lussureggianti e ben diversificate comunità

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