Pesca e acquacoltura

Maricoltura

La ricerca è indirizzata alla maricoltura sostenibile, cioè quel tipo di allevamento di organismi che provoca il minimo impatto ambientale e modifica il meno possibile l’ecosistema. Per ottenere ciò, va compreso come sfruttare sapientemente l’energia fornita dall’ambiente per sostenere il metabolismo degli organismi allevati.

La ricerca è concentrata principalmente nelle lagune costiere poiché qui si riscontra la migliore combinazione di fattori positivi per la maricoltura sostenibile. L’itticoltura estensiva sul modello della vallicoltura dell’alto Adriatico è un tema particolarmente seguito.

Oggetto di studio è la pescosità di un ecosistema paralico, sia dal punto di vista potenziale mediante indicatori biotici, sia dal punto di vista reale mediante campionamenti della fauna ittica. Una indagine particolare viene rivolta al latterino (Atherina boyeri) come specie possibilmente allevabile dato il suo valore economico ed il suo perfetto adattamento all’ambiente paralico. Un importante capitolo è costituito dalla ricerca sulla molluschicoltura.

Si cerca di affinare dei metodi per determinare preventivamente l’idoneità ambientale di un sito per l’allevamento delle varie specie di bivalvi. Per la qualità ambientale, oltre ad analisi fisico-chimiche di acqua e sedimento, si impiega il metodo degli indicatori biotici sia in natura, sia in vitro. Gli organismi vegetali vengono studiati da due angolazioni diverse: la loro capacità di depurare le acque inquinate e la loro capacità di sintetizzare sostanze chimiche utili all’uomo. La fitodepurazione viene considerata nel quadro della prevenzione dell’inquinamento dell’ecosistema lagunare.

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