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Gestione dati e pianificazione dello spazio marino

Gestione dati e pianificazione dello spazio marino

Da molti anni tutta la comunità marina deve far fronte alla sempre più crescente domanda di dati oceanografici, marini ed informazioni per sostenere la crescita dell’economia del mare e affrontare i problemi derivanti dai cambiamenti climatici in atto. Un oceano "trasparente e accessibile", in cui tutte le nazioni, le parti interessate e i cittadini hanno accesso ai dati/informazioni, è uno degli obiettivi della UN Ocean Decade of Science.

ISMAR, pur essendo un istituto che produce dati sia osservativi che modellistici, non si è ancora dotato di una struttura di informatica unificata per la preservazione e la gestione dei dati.  Occorrerà, pertanto, colmare questo gap tecnologico e culturale attraverso una decisa azione di coordinamento della direzione. ISMAR ha tutte le competenze per realizzare questo obiettivo in breve tempo, in quanto:

  • Ha sviluppato e gestisce il sistema di archivio, accesso e disseminazione di CMEMS
  • Gestisce già nodi di sistemi distribuiti di accesso ai dati alle informazioni interfacciati con le infrastrutture europee di “data access & dissemination”
  • Ha sviluppato tools per l’analisi di dati climatici che sono parte del toolbox di C3S
  • Ha sviluppato tools per la pianificazione dello spazio marittimo
  • Ha sviluppato sistemi GIS e geoportali

Quindi, come primo passo si tratta di mettere a sistema queste competenze per iniziare a realizzare il primo nucleo dell’infrastruttura di gestione/preservazione e accesso ai dati e interconnetterla con le banche dati internazionali. L’idea è quella di creare un gruppo di lavoro ISMAR che disegni e sviluppi un sistema distribuito di accesso a dati ed informazioni a cui anche gli altri istituti marini del CNR potranno interconnettersi. Questo permetterà di costituire il primo nucleo del nodo CNR nel National Oceanographic Data Center, secondo il disegno del sistema nazionale dati marini elaborato dalla Commissione Oceanografica Italiana.  Lo sviluppo del sistema dovrà tener conto delle raccomandazioni in tema di strutture nazionali di gestione dati dell’Intergovernmental Oceanographic Commission, quali Intergovernmental    Oceanographic    Data    Exchange”(IOC/IODE)    e    OBIS    (Ocean Biogeographic Information System) e delle numerose iniziative Europee in ambito di gestione dei dati marini (CMEMS, SeaDataClouds, EMODnet, JERICO) a cui l’Istituto partecipa.

La costituzione di questa infrastruttura, il cui primo nucleo andrà realizzato entro i primi sei mei del mandato di direzione, permetterà all’Istituto di recuperare abbastanza agevolmente l’attuale gap tecnologico riposizionandosi sui livelli attuali dello stato dell’arte.  Questo obiettivo potrà essere raggiunto in tempi stretti se l’infrastruttura sarà sviluppata adottando le tecnologie sviluppate nei progetti a cui ISMAR sta già partecipando, mettendo assieme le forze dell’Istituto.  Una volta superato il gap tecnologico, ISMAR potrà partecipare a pieno titolo alle numerose iniziative su cui l’Europa sta investendo sulla tematica dell’accesso aperto alle informazioni sugli oceani (Horizon Europe, Copernicus).  ISMAR, grazie al ruolo fin ora conquistato come centro di riferimento per la disseminazione dei dati CMEMS, potrà anche contribuire,  insieme alle industrie nazionali/e non, all’iniziativa europea in cloud- based data access per i dati Copernicus nota come DIAS (Data and Information Access Service) finanziati da ESA.

La creazione del sistema faciliterà anche l’implementazione di tools dedicati alla pianificazione e la gestione dello spazio marittimo costiero e di mare aperto, per promuovere una crescita ecosystem-based dell’economia del mare. A tal fine risulta cruciale lo sviluppo di geo-portali e strumenti di comunicazione di supporto al processo di pianificazione dello spazio marittimo, come anche la messa a sistema delle potenzialità di osservazione, in collaborazione con altri istituti del CNR. Emerge quindi un coordinamento nazionale della ricerca sui rischi naturali ed antropici e sullo sviluppo di tecnologie ambientali. Questo dovrebbe puntare ad identificare e sviluppare metodi efficaci per una corretta comunicazione e utilizzo degli scenari di rischio e di impatto ambientale e formazione sulla percezione del rischio e tutela ambientale. Si auspica, quindi, la creazione di un portale unificato CNR per la diffusione delle previsioni meteo-marine e lo sviluppo una strategia unificata CNR per una comunicazione alla popolazione dei concetti di rischio, pericolosità e vulnerabilità. Finanziamenti a supporto di questa attività potranno anche arrivare dall’iniziativa del progetto nazionale Copernicus mirror, dai PRIN e da altre iniziative Europee sullo sviluppo delle infrastrutture dei dati e dei tool ad essi collegati come componente della sfida europea ai big-data.

 

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