Geologia e geofisica

Geodinamica

La batimetria del bacino tirrenico, la più giovane area di estensione in Mediterraneo

La superficie della Terra è coperta per oltre due terzi da oceani. Nuova crosta viene continuamente generata nelle dorsali medio-oceaniche, un sistema di rilievi lungo circa 60.000 km che attraversa tutti gli oceani e che appare segmentato da zone di frattura, la cui lunghezza varia da decine a centinaia di km. Sebbene lo studio degli oceani abbia rappresentato un passo fondamentale nello sviluppo della tettonica delle placche, i processi che portano alla nascita di un nuovo oceano, come anche l’origine e il ruolo delle zone di frattura, sono ancora dibattuti. ISMAR studia alcuni di questi aspetti in aree come il Mar Rosso, dove un nuovo oceano si sta formando, e nell’Atlantico centrale, dove sono presenti zone di frattura particolarmente estese.
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La comprensione dell’evoluzione tettonica di una data regione e’ un requisito fondamentale per poter valutare i processi tettonici attivi e la loro pericolosità geologica. L’area centro mediterranea, nella quale l’Italia si colloca, offre una vasta panoramica di processi tettonici e vulcanici legati alla convergenza in corso fra la placca africana e quella euroasiatica. Molti di questi processi sono attivi in mare e le strutture geologiche che si originano sono investigate attraverso studi di geofisica e geomorfologia marina. I rilievi geofisici e geologici del sottofondo marino, integrati con le conoscenze geologiche di terreno, hanno consentito di ricostruire l’evoluzione tettonica dell’area centro mediterranea, andando indietro nel tempo di molti milioni di anni, quando la placca africana e quella europea erano separate da un ramo oceanico circondato da estese piattaforme carbonatiche.
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