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Esce il volume: "Metodologie di studio del plancton marino"

Dopo molte tribolazioni il comitato plancton della SIBM 2007-2009 è riuscito a finire l'editing del volume "Metodologie di studio del plancton marino" uscito nella serie Manuali e Linee Guida 56/2010, sponsorizzato da ISPRA e SIBM.

Monday 09 August 2010

Copertina

ISPRA

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Metodologie di Studio del Plancton Marino

 edito da
Giorgio Socal1, Isabella Buttino2, Marina Cabrini3, Olga Mangoni4, Antonella Penna5, Cecilia Totti6

  1. Istituto di Scienze Marine CNR, Venezia
  2. Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli - indirizzo corrente: ISPRA, Livorno
  3. Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Trieste
  4. Dipartimento delle Scienze Biologiche, Sezione di Zoologia, Università degli Studi Federico II, Napoli
  5. Dipartimento di Scienze Biomolecolari, Sezione Biologia Ambientale, Università di Urbino
  6. Dipartimento di Scienze del Mare. Università Politecnica delle Marche, Ancona

 Gli editori e gli autori tutti dedicano questo volume alla memoria dei compianti Elvezio Ghirardelli e Donato Marino

 Manuali e Linee Guida 56/2010

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Il volume ora è in formato cartaceo, ma verrà ad essere scaricabile entro breve termine sul sito

http://www.isprambiente.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Manuali_e_linee_guida/

E' stata una sfida non così facile da superare, ma alla fine " nel bene e nel male" é stata vinta. Gli autori dei 51 capitoli, elencati nell'indice da pag. III a pag. VIII, sono stati così ripartiti: 16 autori di ISMAR, 17 di IAMC. Se sommiamo anche i contributi di IRSA Roma e dell'istituto IBF Pisa, gli autori del dipartimento Terra e Ambiente del CNR sono stati 36, mentre 47 sono stati gli autori universitari, 22 quelli della Stazione Zoologica di Napoli, 12 quelli dell'INOGS di Trieste, 4 quelli di ISPRA e altri 4 autori sparsi. Il panorama della planctonologia, come importante settore della biologia marina italiana, mi sembra sia ben rappresentato. Vi elenco alcune parole chiave di impatto per l'ecosistema per le quali il testo è in qualche misura implicato: forti fioriture di fitoplancton, specie potenzialmente tossiche, mucillagini, bloom di meduse ed invasione di specie alloctone, fenomeni di ipo-anossia, processi di acidificazione e controllo della CO_2 , e altre ancora..

Possiamo affermare che il contributo possa essere un buono spunto per l'oceanografia biologica pelagica e può aggiornare il precedente volume uscito nel 1990 nella rivista /Nova Thalassia/, edito da Innamorati /et al/. E' nostra idea di tentare una seconda sfida traducendo il testo in inglese come già richiestomi da molti: ma questa è un'altra storia e l'affronteremo nei dovuti modi.

Approfitto di questa opportunità per sottolineare quanto questo spunto possa essere importante per la biologia marina, nello studio degli ecosistemi in generale. Auspico che il ruolo di questa disciplina possa diventare più incisivo, acquisire una maggiore visibilità e divenire un imprescindibile strumento, indirizzato verso i decisori di pianificazione ambientale. Il contributo di questo volume serve inoltre per porre in rilievo l'importante peso dei due istituti "marini" del CNR (ISMAR e IAMC) entro il panorama delle scienze del Mare in Italia, in prima battuta ed entro quello del dipartimento Terra e Ambiente, in seconda. Infine un mio ringraziamento particolare va rivolto ai 16 autori ISMAR, che troverete nell'elenco dei nominativi, che hanno contribuito in grande misura alla preparazione di questo testo.

Giorgio Socal

ISMAR Venezia

 

 


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